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La prima pubblicazione e del 1992 in una raccolta di poesie di donne promossa dal Comune di Perugia in cui Rina GATTI pubblica le prime poesie.
Nel 1994 contribuisce alla realizzazione di un testo teatrale da lei stessa interpretato insieme alle coautrici dell'associazione AIDAA che viene rappresentato in diverse occasioni in Umbria nel 1994 e a Londra nel 1995 in occasione dell'Incontro Mondiale per i Cinquanta Anni dalla fine della II° Guerra Mondiale.
Nel 1998 il suo racconto"La passerella" è tra i vincitori del Concorso Letterario Lune di Primavera promosso dal Comitato Internazionale 8marzo e viene pubblicato nella collana DisArmonie.
Nel 1999 è ancora tra i vincitori del Concorso Lune di Primavera ma stavolta nella Sezione Poesia con le poesie " Dopo la vendemmia " e " Natale anni '30 ".
Sempre nel 1999 giunge un importante riconoscimento, viene pubblicato a Londra un libro " Life after work" edito da The Woman's Press Ltd e che contiene scritti di donne dei cinque continenti riguardanti quel momento delicato dell'esistenza che si vive quando si giunge al pensionamento.
Tra i contributi di donne italiane viene scelto e pubblicato quello di Rina che si intitola
" Il risveglio dell'anima" ovvero " Reawakening of the Soul ".
Nell'anno 2000 il suo racconto " Checco " è selezionato tra i vincitori e quindi pubblicato nella collana DisArmonie dell'annuale Concorso Letterario Lune di Primavera .
Sempre nel 2000 viene pubblicato anche il suo primo libro " Stanze Vuote " edito da Thyrus - Arrone (TR) che mette tutta l'opera di Rina GATTI in un'altra prospettiva, perché la vicenda familiare che si sviluppa nel romanzo dipinge un affresco unico nel suo genere.
La civiltà contadina delle campagne umbre tra la prima e la seconda guerra mondiale viene raccontata e descritta con la dignità che merita una memoria vissuta e con l'affetto struggente che si riserva ai ricordi più sentiti.
Un piccolo mondo animato da personaggi e da vicende che diventano stupore e sorpresa continua agli occhi della bambina che lo scopre giorno per giorno, nei suoi risvolti curiosi ma anche nelle sue asprezze, nelle sue piccole illusione ma anche nelle improvvise, cocenti delusioni.
Il libro ha ricevuto numerosi riconoscimenti a livello locale e nazionale, partecipando alla selezione per il Premio Letterario "San Vidal " di Venezia e alla selezione per il Premio Letterario Internazionale " Grinzane Cavour 2002 " di Torino.
Ha riscosso inoltre un notevole ineteresse da parte degli insegnanti delle scuole elementari e medie della provincia di Perugia ed è stato utilizzato per progetti di studio da parte degli studenti che, in diversi occasioni, hanno incontrato l'autrice
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" Stanze Vuote " è giunto a marzo del 2003 alla III° edizione con 4500 copie pubblicate.
Nel 2001 partecipa all'annuale Concorso Lune di Primavera e risulta vincitrice con pubblicazione del racconto "…..dietro al mulo, lungo il sentiero…."
Ispirato alla vita dei carbonai delle montagne umbre.

Nel maggio del 2003 viene pubblicato il secondo libro di ispirazione autobiografica dal titolo " Stanze Vuote, addio " sempre con l’editore Thyrus. Il libro è la naturale conclusione della vicenda iniziata col primo volume, con uno stile migliorato ed una narrazione serrata ed avvincente come un romanzo. I grandi mutamenti sociali ed economici del II° dopoguerra, la dissoluzione della civiltà legata al secolare mondo contadino sono descritti in maniera unica e originale. Un’opera letteraria che assume il valore inestimabile della testimonianza  con momenti di lirismo commoventi, definita dal  Prof. Roberto Segatori : “Un monumento della storia letteraria e sociale della nostra regione”.
Il volume ha partecipato alla selezione del premio Letterario Internazionale “Grinzane Cavour 2003” di Torino, al Premio “San Vidal” di Venezia 2003 ed alla selezione del Premio Letterario “Fenice Europa” di Bastia Umbra 2004.
Nel novembre 2004 viene publicato, sempre con l’editore Thyrus, il terzo volume dal titolo “Le Quattro Stagioni e i Dodici Mesi”, sottotitolo “il Senso della Vita, le Facce dell’Amore, i mille fili che ci legano al Passato” scritto a quattro mani con il figlio Giovanni Paoletti. Il volume vuole portare il lettore a seguire il parallelo tra le stagioni della Vita e quelle della Natura con una fusione di stili che diventano complementari nell’unità del volume che rievoca il mondo della civiltà contadina visto da due punti di vista. Quello femminile, più interno, della madre e quello maschile, più disincantato, del figlio uniti nel rappresentare la ricchezza, le asprezze, le contraddizioni di un mondo che aveva al centro la natura e la vita nel loro continuo aprirsi e chiudersi.

Nel gennaio 2006 viene messa in scena la prima riduzione teatrale di “Stanze Vuote”, il primo libro scritto da Rina Gatti, ad opera della classe V° C Linguistico dell’Istituto ITAS “Giordano Bruno” di Perugia. Con il coordinamento della Prof.ssa Franca Vignaroli e sotto la regia di Oliver Page, lo spettacolo viene rappresentato con grande successo di pubblico al Teatro Morlacchi, con due ulteriori repliche umbre ed una trasferta a Torino.
Nel capoluogo piemontese viene messa in scena il 9 maggio una versione adattata in vernacolo nell’ambito del Festival Internazionale Studentesco Plurilingue “Lingue in Scena!” 2006 che sarà uno degli eventi di apertura delle celebrazioni per Torino Capitale Mondiale del Libro insieme a Roma.
Nello stesso mese di maggio 2006 e sempre nella stessa città di Torino viene presentato nell’ambito della Fiera del Libro la IV° edizione di Stanze Vuote, rinnovata nel formato e inserita in una nuova collana letteraria. Ma la vera novità è la Prefazione di Arrigo Levi che definisce quest’opera come “un unicum” nel panorama letterario a cavallo tra i due secoli.

La prima opera postuma di Rina Gatti viene pubblicata il 20 novembre 2007 anniversario della nascita della scrittrice. Il titolo del volume è “Un Goccio di Vino e un Filo d’Olio” porta la firma congiunta di Rina Gatti e del figlio Giovanni Paoletti ed è a cura di Murena Editrice con  una bella e sentita prefazione di Maria Grazia Marchetti Lungarotti. Il libro viene definito “un atto d’amore verso la propria terra e verso i due prodotti che più erano legati alla civiltà e alla tradizione contadina: Il vino e l’olio”. Le pagine avvincenti ed evocative hanno di nuovo coinvolto e commosso gli estimatori di sempre di Rina Gatti come lo scrittore Arrigo Levi e il regista Pupi Avati e ha raccolto giudizi positivi anche da nuovi lettori come la S.ra Clio Napolitano che ha scritto al figlio e coautore dell’opera per sottolineare la bellezza dei testi di Rina Gatti e l’importanza che pagine come queste diventino patrimonio comune in particolare per  le giovani generazioni.