" Stanze Vuote "
è giunto a marzo del 2003 alla III° edizione con
4500 copie pubblicate.
Nel 2001 partecipa all'annuale Concorso Lune di Primavera e
risulta vincitrice con pubblicazione del racconto "
..dietro
al mulo, lungo il sentiero
."
Ispirato alla vita dei carbonai delle montagne umbre.
Nel maggio del 2003 viene pubblicato il secondo libro di ispirazione autobiografica dal titolo " Stanze Vuote, addio " sempre con l’editore Thyrus. Il libro è la naturale conclusione della vicenda iniziata col primo volume, con uno stile migliorato ed una narrazione serrata ed avvincente come un romanzo. I grandi mutamenti sociali ed economici del II° dopoguerra, la dissoluzione della civiltà legata al secolare mondo contadino sono descritti in maniera unica e originale. Un’opera letteraria che assume il valore inestimabile della testimonianza con momenti di lirismo commoventi, definita dal Prof. Roberto Segatori : “Un monumento della storia letteraria e sociale della nostra regione”.
Il volume ha partecipato alla selezione del premio Letterario Internazionale “Grinzane Cavour 2003” di Torino, al Premio “San Vidal” di Venezia 2003 ed alla selezione del Premio Letterario “Fenice Europa” di Bastia Umbra 2004.
Nel novembre 2004 viene publicato, sempre con l’editore Thyrus, il terzo volume dal titolo “Le Quattro Stagioni e i Dodici Mesi”, sottotitolo “il Senso della Vita, le Facce dell’Amore, i mille fili che ci legano al Passato” scritto a quattro mani con il figlio Giovanni Paoletti. Il volume vuole portare il lettore a seguire il parallelo tra le stagioni della Vita e quelle della Natura con una fusione di stili che diventano complementari nell’unità del volume che rievoca il mondo della civiltà contadina visto da due punti di vista. Quello femminile, più interno, della madre e quello maschile, più disincantato, del figlio uniti nel rappresentare la ricchezza, le asprezze, le contraddizioni di un mondo che aveva al centro la natura e la vita nel loro continuo aprirsi e chiudersi.
Nel gennaio 2006 viene messa in scena la prima riduzione teatrale di “Stanze Vuote”, il primo libro scritto da Rina Gatti, ad opera della classe V° C Linguistico dell’Istituto ITAS “Giordano Bruno” di Perugia. Con il coordinamento della Prof.ssa Franca Vignaroli e sotto la regia di Oliver Page, lo spettacolo viene rappresentato con grande successo di pubblico al Teatro Morlacchi, con due ulteriori repliche umbre ed una trasferta a Torino.
Nel capoluogo piemontese viene messa in scena il 9 maggio una versione adattata in vernacolo nell’ambito del Festival Internazionale Studentesco Plurilingue “Lingue in Scena!” 2006 che sarà uno degli eventi di apertura delle celebrazioni per Torino Capitale Mondiale del Libro insieme a Roma.
Nello stesso mese di maggio 2006 e sempre nella stessa città di Torino viene presentato nell’ambito della Fiera del Libro la IV° edizione di Stanze Vuote, rinnovata nel formato e inserita in una nuova collana letteraria. Ma la vera novità è la Prefazione di Arrigo Levi che definisce quest’opera come “un unicum” nel panorama letterario a cavallo tra i due secoli.
La prima opera postuma di Rina Gatti viene pubblicata il 20 novembre 2007 anniversario della nascita della scrittrice. Il titolo del volume è “Un Goccio di Vino e un Filo d’Olio” porta la firma congiunta di Rina Gatti e del figlio Giovanni Paoletti ed è a cura di Murena Editrice con una bella e sentita prefazione di Maria Grazia Marchetti Lungarotti. Il libro viene definito “un atto d’amore verso la propria terra e verso i due prodotti che più erano legati alla civiltà e alla tradizione contadina: Il vino e l’olio”. Le pagine avvincenti ed evocative hanno di nuovo coinvolto e commosso gli estimatori di sempre di Rina Gatti come lo scrittore Arrigo Levi e il regista Pupi Avati e ha raccolto giudizi positivi anche da nuovi lettori come la S.ra Clio Napolitano che ha scritto al figlio e coautore dell’opera per sottolineare la bellezza dei testi di Rina Gatti e l’importanza che pagine come queste diventino patrimonio comune in particolare per le giovani generazioni.
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